| Come raggiungere l’Anfiteatro
romano - augusteo:
L’ingresso dell’Anfiteatro
è ubicato in fondo a Viale Augusto. Secondo le
ultime disposizioni sul traffico è possibile
raggiungere il monumento senza entrare a Lucera: dalla
S.S. 17 si svolta a destra al primo rondò che
immette in città in via Delle Porte Antiche,
subito dopo si percorre Viale Giovanni Paolo II, in
fondo al quale si trova l’Anfiteatro. Per chi
si trova già in città è possibile
arrivare all’Anfiteatro percorrendo via Aldo Moro,
via Napoleone Battaglia (strade a senso unico) e poi
Viale Augusto.
L’INGRESSO ALL’ANFITEATRO È GRATUITO.
PER CONOSCERE GLI ORARI DI APERTURA DELL’ANFITEATRO
CONSULTARE L’HOME PAGE DEL SITO.
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Per informazioni:
CENTRO INFORMAZIONE TURISTICA COMUNALE (C.I.T.), Piazza
Nocelli, 6 – 71036 LUCERA, dotato di NUMERO VERDE
800-767606 (telefono e fax).
Descrizione:
Uno dei periodi più fiorenti per la città
di Lucera è stato quello romano: colonia di diritto
latino nel 314 a.C. con larga autonomia, diritto di
conio, propria magistratura; in età augustea,
con una seconda deduzione coloniale, la città
registra un profondo rinnovamento culturale ed urbanistico,
cui segue una monumentalizzazione della città.
Testimonianza monumentale della Luceria romana è
l’Anfiteatro, che sorge al margine orientale della
città.
É straordinariamente conservato, realizzato per
un pubblico numeroso, con un’originaria capienza
tra i 16.000 e i 18.000 spettatori.
Situato in una depressione naturale del terreno, di
pianta ellittica, all’esterno lungo 126,8 metri
e largo 94,5 metri circa, l’edificio ricostruisce
il profilo di una città vitale in età
romana.
Edificato in età augustea, come racconta l’epigrafe
dedicatoria dell’architrave, su terreno privato
e a spese di Marco Vecilio Campo, membro di una nota
famiglia lucerina, tribuno militare, prefetto dei fabbri,
duoviro iure dicundo, e da questi offerto all’imperatore
Ottaviano Augusto e alla colonia di Lucera, l’Anfiteatro
testimonia in tal senso l’adesione della comunità
locale al programma politico dell’imperatore.
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Si accede all’interno dell’arena,
che misura 75,20x43,20 metri, attraverso i due grandi
portali, identici nella struttura, abbelliti con colonne
ioniche, sormontate da un maestoso architrave e da un
frontone decorato a bassorilievo. Al termine delle scalinate
si trovano gli spoliaria, ambienti utilizzati per la
preparazione degli atleti, dove sono visibili tratti
di “opus reticulatum”.
Due ingressi secondari si aprono alle estremità
dell’asse trasversale e immettono direttamente
nell’arena, delimitata da un canale di displuvio
e dal podio, all’interno del quale si aprono quattro
carceres. Al di sotto dell’arena si sviluppa una
galleria sotterranea che si amplia in tre fosse, che
erano destinate ad ospitare servizi, animali e macchinari
utilizzati negli spettacoli ludici.
Il monumento ha subito una risistemazione intorno alla
fine del I sec. d. C. o gli inizi del II sec. d. C.
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Distrutto nel 663 d.C. da
Costante II, è stato riportato alla luce attraverso
una serie di scavi, iniziati nel 1932 e terminati col
restauro nel 1948.
Un ulteriore intervento di recupero e restauro, realizzato
con finanziamenti dell’A.P.Q. Regione Puglia “Beni
culturali Sistema delle aree Archeologiche” iniziato
nel 2006 e concluso nel 2009, ha consentito una più
adeguata valorizzazione del monumento, anche per manifestazioni
e rappresentazioni nel settore culturale e dello spettacolo,
realizzando nel settore curvo occidentale degli spalti
gradonati, per una capienza di circa mille posti a sedere,
ed una zona, nell’anello superiore, destinata
alle persone diversamente abili.
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