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ANFITEATRO ROMANO AUGUSTEO


Uno dei periodi più fiorenti per la città di Lucera fu quello romano, infatti Lucera fu colonia di diritto latino nel 314 a.C. con larga autonomia, diritto di conio, propria magistratura e successivamente, in età augustea, ebbe un rinnovamento culturale ed urbanistico a cui seguì una monumentalizzazione della città.
Unica testimonianza monumentale della Luceria romana è proprio l’Anfiteatro di Lucera, che sorge al margine orientale della città.
É senz’altro il più vasto dell’Italia meridionale, straordinariamente conservato, realizzato per un pubblico numeroso con una capienza tra i 16.000 e i 18.000 spettatori.
Situato in una depressione naturale del terreno, di pianta ellittica, all’esterno lungo 126,8 metri e largo 94,5 metri circa, l’arena misura 75,20x43,20 metri, l’edificio ricostruisce il profilo di una città vitale in età romana.



Nel 1932 iniziarono i lavori per riportarlo alla luce attraverso una serie di scavi, grazie al prof. Quintino Quagliati, proseguiti successivamente sotto la guida del prof. Renato Bartoccini, si conclusero nel 1948 sotto la direzione dell’arch. Franco Schettini.
Edificato in età augustea come racconta l’epigrafe dedicatoria dell’architrave che attribuisce la costruzione del monumento a Marco Vecilio Campo, membro di una nota famiglia lucerina, tribuno militare, prefetto dei fabbri, duoviro iure dicundo, il quale lo offre all’imperatore Ottaviano Augusto e alla colonia di Lucera mostrando chiaramente l’adesione della comunità locale al programma politico dell’imperatore.
È dotato di due grandi portali, identici nella struttura, due colonne ai lati di stile ionico, sormontate da un maestoso architrave e da un frontone triangolare il cui timpano è fregiato da uno scudo con lancia esclusivamente simbolico e allusivo degli spettacoli gladiatori destinati ad essere ospitati nell’arena; in alto al centro c’è un’antefissa.
Al termine delle scalinate si trovano gli spoliaria, ambienti utilizzati per la preparazione degli atleti, dove sono visibili tratti di “opus reticulatum”.
Due ingressi secondari si aprivano alle estremità dell’asse trasversale e immettevano direttamente nell’arena. Questa è delimitata da un canale di displuvio, in cui confluiscono trenta canalette di deflusso della cavea e da un podio dotato di una cancellata in metallo, a protezione degli spettatori.
All’interno del podio si aprono quattro carceres, ambienti di raccolta delle fiere utilizzati negli spettacoli gladiatori.
Al di sotto dell’arena una galleria sotterranea usata per ospitare servizi, animali e macchinari utilizzati negli spettacoli ludici.
All’esterno esisteva un muro di recinzione in “opus quadratum”, ormai scomparso, adiacenti all’edificio vi sono tracce di una probabile palestra, infermerie e di edifici pubblici.
Concepito come luogo di svago, adibito a spettacoli ginnici, lotte fra gladiatori, cacce alle fiere, decadde con l’avvento del Cristianesimo in quanto gli spettacoli cruenti non furono più concepiti.
Distrutto nel 663 d.C. da Costante II, i suoi resti vennero utilizzati come materiale di reimpiego.

NOTA: Dalla fine del 2005 l’Anfiteatro romano è chiuso per restauri

 



TESTI A CURA DELL’UFFICIO PROMOZIONE TURISTICA E DEL CENTRO INFORMAZIONE TURISTICA DEL COMUNE DI LUCERA - FOTO MICHELE FOLLIERO
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