| Come
raggiungere la Cattedrale: La Cattedrale
si trova in pieno centro storico, nella splendida
Piazza Duomo, il “salotto di pietra”
della Città. Nei pressi della Cattedrale vi sono
numerosi parcheggi auto, liberi ed a pagamento, utilizzabili
negli orari consentiti; è consigliabile però,
data la bellezza del centro storico lucerino, lasciare
l’auto e godersi a piedi l’atmosfera di
altri tempi offerta dalla Città.
Orari
Orario estivo: dalle 08.00 alle 12.00; dalle
17.00 alle 20.00.
Orario invernale: dalle 08.00 alle 12.00; dalle
16.00 alle 19.00.
La domenica è aperta fino alle 13.00, ma durante
le S. Messe non è permessa ai gruppi di turisti
la visita alla Basilica.
Descrizione:
Sconfitti i Saraceni nel 1300, Carlo II d’Angiò
fece costruire la Cattedrale, probabilmente sui resti
di una moschea saracena.
Da sempre attribuita all’architetto Pierre d’Angicourt,
fu costruita ad opera di maestranze pugliesi e francesi
alle dipendenze dei Maestri muratori Nicola Di Bartolomeo
e Gualtiero da Foggia.
Dedicata a Santa Maria dell’Assunta, patrona della
Città, in suo onore, la “Luceria Saracenorum”
fu chiamata “Civitas Sanctae Mariae”.
Fu dichiarata Basilica Minore nel 1834 e Monumento
Nazionale nel 1874.
Il prospetto asimmetrico, con tre portali, è
delimitato da un torrioncino e da una torre campanaria
quadrata, con monofore e bifore, che regge una lanterna
ottagonale.
Il portale centrale è corredato da due colonne
in marmo verde con capitelli; nella lunetta sovrastante
è inserita un’edicola mariana. Nella parte
superiore del portale, a metà del 1600, venne
posta una statua di San Michele, con due angeli ai lati;
sul portale fa mostra di sé lo stemma angioino.
La pianta è a croce latina; le tre navate sono
divise da due file di colonne schiacciate di travertino,
mentre le absidi e il transetto hanno gli archi scanditi
da colonne di marmo caristio.
All’ingresso della navata di sinistra, l’attenzione
del visitatore cade sull’artistico battistero
del 1400 e sul ciborio finemente lavorato. Il Battistero,
in pietra alluvionale, con basamento in ocra rossa,
è chiuso da una cupola ottagonale retta da quattro
colonne. Lungo la navata destra è collocato il
pulpito, costruito con un sarcofago cinquecentesco appartenente
alla famiglia Scassa.
Ai lati del transetto si ammirano i meravigliosi altari
settecenteschi in marmi policromi di San Rocco a destra
e di Santa Maria a sinistra. Accanto all’altare
di San Rocco vi è quello della famiglia Caropresa,
abbellito da una pala seicentesca dell’artista
napoletano Fabrizio Santafede, raffigurante l’Assunta.
A sinistra dell’altare di San Rocco, all’interno
di un armadio del primo ‘900, vi è una
statua di legno raffigurante San Raffaele. Nell’abside
di destra, la Cappella Gallucci racchiude la statua
di un personaggio dormiente; vi è inoltre un
monumento sepolcrale risalente al 1300 raffigurante
un cavaliere angioino, indicato come Carlo II d’Angiò
o come Pipino da Barletta.
La famiglia Gallucci, nel XVII sec. fece affrescare
la cappella con un ciclo di dipinti dedicati al martirio
degli Apostoli, attribuiti da molti studiosi a Belisario
Corenzio. Notevole è l’affresco del XV
secolo raffigurante il Volto Santo; molto venerato è
il Crocefisso ligneo di scuola renana, probabilmente
del 1400.
L’abside centrale è ricca di affreschi
realizzati a cavallo tra il XVI e XVII secolo: a sinistra
di chi osserva vi è La Dormizione della Vergine,
a destra L’Assunzione; la volta, divisa in sei
costoloni, ospita l’affresco della Incoronazione.
Sono inseriti sulla volta del presbiterio anche quattro
medaglioni, dipinti per onorare la memoria dei quattro
santi vescovi lucerini: Basso, Marco, Pardo e Agostino.
In alto, al centro del coro, sulla bifora centrale vi
è lo stemma in pietra del Vescovo Fabrizio Suardo
(1619-1637).
In questo splendido scenario, al centro dell’abside,
si trova l’altare maggiore, la mensa di Federico
II proveniente da Castelfiorentino, a pochi chilometri
da Lucera, dove lo svevo morì il 13 dicembre
1250.
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La mensa
è formata da una singola lastra ed è sorretta
da sei colonnine con capitelli di raffinata fattura.
Il coro ligneo sostituì il precedente coro in
pietra e fu realizzato nel 1799 da Nicodemo De Simone.
Nell’abside sinistra, la Cappella semiottagonale
della Famiglia Gagliardi, detta anche Cappella del Sacro
Cuore, contiene anch’essa notevoli affreschi di
autore ignoto che raffigurano episodi dell’infanzia
di Gesù. All’interno della cappella sono
conservate, in un’urna d’argento, le reliquie
del Beato Agostino Kazotic, croato, domenicano, Vescovo
della città dal 1322 al 1323, il quale ebbe il
merito non solo di riappacificare la città islamizzata,
ma anche quello di convertire i restanti infedeli che
non si erano convertiti al Cristianesimo.
il lato sinistro del transetto è dedicato all’altare
di Santa Maria, notevole esempio dell’arte barocca
di fine ‘700, realizzato con marmi pregiati: nella
nicchia sovrastante si trova la statua lignea di Santa
Maria Patrona, molto venerata dai lucerini. La statua
risale al 1300 e raffigura la Vergine, vestita con un
manto ad arabeschi, che regge con il braccio sinistro
il Bambino in piedi e, nella mano destra, porta le chiavi
della città.
Nello stesso lato del transetto si trova l’altare
della Famiglia Giannini, anch’esso in stile barocco,
che nella parte superiore racchiude una pala secentesca,
d'autore ignoto, raffigurante Sant’Anna, Gioacchino
e la Sacra Famiglia. Accanto all’altare vi sono
altre due preziose pale, San Francesco e la Crocifissione.
A destra di chi guarda, sotto una lapide ornata di uno
stemma, si trova il sepolcro della famiglia Mozzagrugno. |