| Come raggiungere la Fortezza
svevo-angioina:
L’ingresso della Fortezza è ubicato in
Piazza Padre Angelo Cuomo, ampio piazzale che si apre
sulla cinta muraria della Fortezza e su Porta Lucera,
principale ingresso del sito archeologico.
Secondo le ultime disposizioni sul traffico, le auto
possono raggiungere la Fortezza attraverso Via Mazzini
per poi tornare in centro tramite Viale Castello.
I pullman invece non hanno accesso diretto alla Fortezza,
ma devono parcheggiare – se possibile- nei pressi
della Villa Comunale, in Via Fiume o, in alternativa,
possono sostare brevemente in Via Fiume per permettere
la discesa dei passeggeri e dirigersi poi al parcheggio
di Piazzale Ferrovia (per maggiori e più precise
informazioni, contattare direttamente il Comando
Vigili Urbani, tel. 0881.540009). |
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Una volta scesi dal pullman,
i visitatori proseguono a piedi lungo Viale Castello,
strada panoramica che parte proprio dalla Villa Comunale
(il viale inizia a sinistra guardando il grande parco
cittadino; punto di riferimento è la statua di
Augusto, posta proprio all'ingresso della strada panoramica).
L’accesso pedonale alla Fortezza avviene tramite
un ponte in legno e in ferro, inaugurato nel 2000, che
si snoda sull’ampio fossato tra la Torre della
Leonessa e la Torre del Leone.
All’interno della Fortezza é attivo il
Servizio Accoglienza Turistica Comunale: il
servizio di visita guidata gratuita del sito archeologico
è attualmente attivo in presenza delle guide
turistiche comunali.
L’INGRESSO ALLA FORTEZZA È GRATUITO.
PER CONOSCERE GLI ORARI DI APERTURA DELLA FORTEZZA CONSULTARE
L’HOME PAGE DEL SITO.
Per informazioni e prenotazioni: CENTRO INFORMAZIONE
TURISTICA COMUNALE (C.I.T.), Piazza Nocelli, 6 –
71036 LUCERA, dotato di NUMERO VERDE 800-767606 (telefono
e fax).
Descrizione: Sul colle più
alto di Lucera, dove sorgeva l’acropoli romana,
si estende la Fortezza Svevo-angioina, baluardo verso
i monti del Subappennino dauno e osservatorio militare
sull’intera distesa del Tavoliere delle Puglie.
Esempio di fusione tra arte e fortificazione, la Fortezza
è una vera miniera archeologica; è un
sito antichissimo, nel quale sono visibili tracce di
epoche diverse: capanne neolitiche, ruderi del periodo
romano e di quello svevo, condotti idrici, resti di
una Chiesa ad una navata con sacrestia attigua, dedicata
a San Francesco d’Assisi.
Durante il periodo svevo Federico II trasferisce a Lucera,
tra il 1223 e il 1233, consistenti nuclei della popolazione
saracena dalla Sicilia e costruisce il Palatium imperiale.
A seguito della sconfitta degli Svevi ad opera di Carlo
I d’Angiò (1268), gli Angioini costruiscono
una cinta muraria, lunga 900 metri, in cui viene inglobato
il sontuoso Palazzo federiciano, creando così
una Fortezza, una vera e propria “cittadella militare”
autonoma. La cinta è rinforzata da 22 torri e
resa inaccessibile da un profondo e largo fossato, che
la separa dal paese e alle cui estremità si ergono
la Torre della Leonessa e la Torre del Leone.
Alla Fortezza si accede da Porta Lucera attraverso un
ponte di legno e ferro costruito nel 2000 in occasione
dell’anno giubilare.
IL PALATIUM FEDERICIANO: Federico
II diede inizio alla costruzione del Palatium intorno
al 1233 sul Monte Albano di Lucera.
Esso rappresentava un importante avamposto del “sistema
castellare svevo” posto a tutela del Tavoliere,
un’area militarmente ed economicamente importante
per la produzione cerealicola e vitivinicola, nonché
di grande interesse venatorio (area di caccia).
Del Palatium federiciano si conserva, oggi solo lo zoccolo
di base che corrisponde al vano magazzino, il muro a
scarpa con le 9 feritoie per lato, corrispondente alla
“galleria dei tiratori”, una semivolta a
crociera, il piano del cortile con il bacino centrale
che accoglieva la vasca di una fontana.
Le quattro ali abitative, che costituivano il corpo
centrale del complesso, si elevavano su tre livelli.
Quello inferiore, che dava sul cortile interno, era
disposto alla stessa quota della galleria degli arcieri.
Gli altri due piani emergevano dal cammino di ronda.
La pianta del terrazzo, per un sapiente gioco di archi
ogivali, realizzati nei quattro angoli del cortile all’altezza
dell’ultimo piano, si trasformava, all’interno,
in ottagono, anticipando così lo schema di Castel
del Monte.
Il Palatium federiciano esplicava, per la sua configurazione
formale e strutturale, una duplice funzione: all’esterno,
quella di un vero e proprio castello, minaccioso ed
inaccessibile; all’interno, quella di una fantastica
e lussuosa dimora imperiale.
Qui l’imperatore svevo, immerso nel verde dei
boschi e dei pascoli dauni, veniva a ritrovare pace
e serenità e a comporre versi poetici. |