| Il culto dei morti è sempre
stato vivo a Lucera. Si cominciava ad andare al cimitero
almeno un mese prima della festa dei morti per abbellire
le lapidi dei loculi con fiori e lumini (i
lambine), dopo aver lustrato bene il crocifisso
e i portafiori.
Il 2 novembre le donne portavano una sedia da casa per
trattenersi nelle tombe a recitare il rosario. Alcune
rientravano a casa per la pausa del pranzo, altre restavano
tutto il giorno nel cimitero per partecipare prima al
rito della Santa Messa e poi per pregare presso una
Cappella privata o il Cappellone.
Si faceva il “giro” delle tombe per fare
la visita a tutti i familiari più stretti, purtroppo,
ma si andava anche a curiosare per sapere se in quel
posto erano seppellite persone conosciute, della cui
morte, però, non si era venuti a conoscenza.
Succedeva che, guardando le foto con l’immagine
del defunto posta sulla lapide, si esclamasse: “Uh,
Madonne mije, pure kuiste stace akkuà! Vuleve
di ije ke nnu vedeve cchjù dinde Lucere!”
La visita dei defunti al cimitero, oltre che un dovere
civico e religioso, era anche occasione per incontrare
conoscenti ed amici che non vivevano più a Lucera,
infatti, in questa occasione i lucerini residenti altrove
ritornavano nella città d’origine per commemorare
i loro defunti.
Per i più piccoli il giorno della Festa dei morti
non era triste perché aspettavano l’arrivo
della “calza” che per tradizione portavano
i defunti. E così la mattina al risveglio la
si trovava appesa dietro la porta, alla testiera del
letto o al camino.
Il contenuto delle calze variava in base al ceto d’appartenenza
del ragazzo: nelle famiglie benestanti conteneva cioccolatini,
vari tipi di caramelle, confetti bianchi e colorati
e biscotti farciti di cioccolata, nelle famiglie più
umili le calze utilizzate, da donna o lunghe da uomo,
contenevano castagne, melograni, mele, noci, mandorle,
fichi secchi e melacotogne, per i ragazzi monelli, invece,
la calza era piena di carbone.
Alla fine veniva chiusa con un filo di spago.
Autore: Raffaele MONTANARO
Titolo: Ati Timbe (Altri Tempi ) ANNO 1997
Edizione: “Il Centro” Lucera
|