| Due percorsi tra le edicole
votive
Le edicole votive, che caratterizzano in molti paesi
del nostro meridione le stradine del centro storico,
sono un patrimonio da valorizzare e da far conoscere;
esse rappresentano la devozione e la preghiera della
gente semplice.
Basta percorrere le strette strade del centro storico
di un paese e i suoi vicoli per trovare incassate nei
muri queste piccole e semplici nicchie, che fanno quasi
parte della struttura delle case; esse sono state costruite
per proteggere un’immagine sacra per la quale
si provava una grande devozione e alla quale tante volte
ci si è rivolti pregando nei momenti più
difficili della vita.
Le prime edicole votive a Lucera sono sorte lungo le
strade del centro storico nel 1943, per ricordare la
devozione del popolo lucerino per Santa Maria e poi
per San Francesco Antonio Fasani, il nostro Padre Maestro.
Esse testimoniano il culto dei lucerini per la loro
protettrice, che risale all’833; un documento
attesta che fin dal sec. XI Santa Maria era venerata
come Patrona di Lucera.
All’immagine di Santa Maria sono attribuiti da
sempre poteri miracolosi e la protezione di Lucera;
a Lei i lucerini chiedevano e chiedono protezione ed
aiuto nei momenti più difficili come guerre,
siccità, epidemie ecc.
La prima edicola votiva, che sorse in una strada del
centro, era dipinta di azzurro, scavata nella facciata
di una casa ad un paio di metri da terra e proteggeva
un’icona di Santa Maria Patrona; sotto la nicchia
un’iscrizione ricordava l’anno di costruzione
e il nome della famiglia devota. Davanti alla nicchia
ogni sera la gente, che lì si sentiva al riparo,
al sicuro vicino alla sua Madre Celeste, si riuniva
a recitare il rosario; si combatteva la seconda guerra
mondiale e i lucerini chiedevano il conforto e la protezione
della Madonna nera, pregavano perché finisse
la guerra e i soldati tornassero a casa. In quel periodo,
mentre Foggia era quasi distrutta dai bombardamenti,
Lucera, protetta dalla Sua Patrona, diventava il rifugio
degli sfollati foggiani.
In poco tempo in quasi ogni strada di Lucera fu dedicata
a Santa Maria un’edicola votiva: tutti, dal povero
al ricco, costruirono, a proprie spese, nella loro via
un’edicola; sorsero così oltre 50 edicole
che testimoniavano la venerazione e l’amore per
la Madonna.
Ancora oggi quasi tutte sono curate e adornate con fiori
e luci.
Le edicole votive costituiscono una parte del patrimonio
artistico minore di Lucera, ci fanno scoprire le vicende
religiose del nostro paese e sono quindi da salvaguardare
e valorizzare.
Esse possono costituire un itinerario per recuperare
e ripercorrere un momento della nostra storia e della
nostra cultura, fatta anche di piccole cose che possono
suscitare in noi emozioni profonde. Basta percorrere
le strade del centro e alzare gli occhi per ammirare
non solo le facciate degli antichi palazzi, ma anche
queste piccole composizioni, ornate e illuminate da
una luce votiva.
Primo percorso:
Partendo da Corso Garibaldi si potrebbe fare un viaggio
nella memoria attraverso le edicole votive che costellano
questa antica strada e le altre numerose vie che da
essa si diramano:
• Corso Garibaldi (5)
• Vico San Giovanni (1)
• Via Mozzagrugno (1)
• Vico Ranzano (1)
• Vico De Petris (1)
• Vico Carafa (2)
• Vico alle Mura (1)
• Vico Granata (1)
• Via Carpentieri (1) (4)
• Via Quaranta (2)
• Vico Maddalena (1)
• Piazza Lecce (1)
• Via Amendola (3)
• Via Vitagliani (1)
• Via de’ Nicastri (1)
• Piazzetta Del Vecchio (1)
Secondo percorso:
Dopo una visita alla Cattedrale si può iniziare
un secondo itinerario alla scoperta di queste nicchiette
che ci ricordano l’affetto dei lucerini per la
loro Patrona:
• Piazza Duomo (1)
• Via D’Angicourt (1)
• Via Marrone (2)
• Via Bozzini (1)
• Via Bucci (1)
• Via D’Auria (1) (2)
• Vico Scoppa (4)
• Via San Francesco (1)
• Vico Cassella (4)
• Via Zuppetta (1)
• Via Mazzaccara (2)
• Via Bovio (2)
• Via Cairoli (2)
• Via San Domenico (2)
• Via Marconi (1)
• Via Federico II (3)
* il numero in parentesi indica le edicole votive presenti
nella via.
Fonti:
LUCERA – VIAGGI NELLA MEMORIA – Le edicole
votive ( a cura dell’Associazione O.N.L.U.S. Minerva
– 2001)
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