| Bruciato l’emblema di Carnevale,
un’antica tradizione vuole che si confezionasse
la Vedova di Carnevale, con un viso da vecchietta, una
veste nera e lunga fino alle caviglie e con un’arancia
legata al sedere. Era questa la Quarantana, una pupa
di pezza nera, vestita a lutto, il cui nome ricordava
i quaranta giorni del tempo di Quaresima, il periodo
compreso fra il mercoledì delle Ceneri e la domenica
di Pasqua. Sospesa ad una corda o ad un filo di ferro
teso tra due balconi o due finestre, durante la triste
e magra Quaresima, la Quarantana rappresentava la coscienza
critica di quel periodo di digiuno e di astinenza.
Nell’arancia sottostante la pupa di cenci neri
erano infilzate tante penne nere quante le domeniche
di Quaresima, e una sola penna bianca. Lasciata in strada,
al freddo ed al vento, la Quarantana, infatti, era ben
visibile e scandiva un tempo liturgico contrassegnato
dalla tristezza, dalla preghiera e dalla meditazione,
durante il quale non si poteva mangiare carne grassa,
uova, latticini. Attraverso una sorta di simbolico calendario,
con la pupa nera appesa per istrada, si riusciva non
solo ad avere la visione esatta dell’intero arco
quaresimale, ma anche a seguire le numerose funzioni
religiose. Particolarmente sentiti erano, infatti, i
riti e le orazioni della Quaresima e della Settimana
Santa, che avevano inizio con le quaranta ore di adorazione
dinanzi al SS. mo Sacramento esposto ai fedeli negli
ultimi tre giorni di Carnevale e celebrate anche nelle
domeniche di settuagesima e quinquagesima, e nei due
giorni successivi.
Ogni domenica si strappava e portava via dalla Quarantana
una penna nera, finché rimaneva quella bianca,
riservata alla domenica di Resurrezione, quando, estratta
l’ultima penna, la pupazza spennata era bruciata
in un grande falò e le arance, ormai marcite,
regalate ai bambini, che le trascinavano via distruggendole,
felici della fine della Quaresima.
Quella della Quarantana è una tradizione ancora
presente nella nostra città. Da qualche anno,
infatti, essa è stata ripresa e rinvigorita per
iniziativa del locale Centro Italiano Femminile.
AUTORI: Michele Conte - Massimiliano Monaco
TITOLO: Il Carnevale nella tradizione lucerina
EDIZIONE: Catapano Editore
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